martedì 22 aprile 2014

Un té tra amiche

E' sempre un piacere, ricevere un invito da QVC.
Circa un mese e mezzo fa cinque o sei altre signore ed io ci siamo incontrate in un bar di Milano, in zona Brera, con una presenter, una delle migliori, che spesso va in onda nella televendita QVC.
Io, poco pratica di Milano, poco ci mancava che mi perdessi lungo la via, alla ricerca dell'insospettabile location.
Guidata telefonicamente, alla fine, sono riuscita ad entrare in un bar dall'apparenza vecchiotta ma rallegrato da fiori e piante variopinte.

All'interno ho trovato una tavolata ricca di bevande, tartine e tramezzini.
Le altre signore avevano già preso posto.
Di Lidia Longobardi, la presenter, che presiedeva all'evento, subito mi ha colpito un bel visimo da ragazzina con due occhi scuri, che esprimevano simpatia e gioia di vivere.
Essa mi ha teso subito la mano "Piacere, Lidia!".
Alcune delle signore presenti mi erano note, perché già conosciute virtualmente.
Subito si è instaurata un'atmosfera serena e amichevole.

Abbiamo cominciato a chiaccherare con Lidia di alcuni prodotti venduti da QVC.
Personalmente, le ho chiesto consigli sui prodotti di cosmesi.
Altre invece parlavano di vestiti, pantaloni o prodotti, da loro provati.
Non sono mancati innocenti "pettegolezzi" sui guest stranieri e non, che avevano lavorato con Lidia.
Da poco era andata in onda Joan Collins per il lancio di una sua linea di make-up.
Molto si è detto su questa attrice, icona ormai ottantenne, che vuole contrastare il tempo, che passa, rimanendo sempre uguale.
Con tre dita di fondotinta sul volto e l'ordine categorico di non volere essere toccata o baciata, impediva di far cadere tutte le impalcature.
Dietro a noi, uno staff di QVC, in maniera discreta, scattava foto e si preparava a registrare le interviste.
Verso la fine dell'incontro, alcune ospiti sono state felici, di concedere un'intervista, rispondendo a domande sulla soddisfazione per i prodotti e per l'organizzazione dell'azienda.
Lidia si è comportata da padrona di casa, che intrattiene per un tè delle amiche.
Alla fine si era instaurato un clima di serena complicità.
Prima di congedarci, lo staff di QVC ci ha omaggiato di una bag con dentro prodotti e campioni di cosmetici: cosa sempre gradita.
Ormai, convinte di aver trovato nuove amiche, ci siamo avviate a casa.   

venerdì 4 aprile 2014

I guanti, accessorio raffinato ed aristocratico.

In genere pensiamo ai guanti come ad un accessorio funzionale, una protezione delle mani per difenderci dal freddo.

Nella nostra società frettolosa, in cui si corre continuamente col telefonino in mano, è difficilissimo vedere una persona indossare un paio di guanti.
I guanti da passeggio sono ormai pezzo da museo.

Invece il guanto è un complemento dell'outfit, da non trascurare.
 

Un sottile guanto corto di pelle, magari con impunture a vista, dà quel tocco di country chic ad un blazer ed ad un paio di pantaloni, indossati assieme.

Per non parlare del tocco glamour, che danno un paio di guanti lunghi su un outfit da sera, magari portati con sopra un bracciale o un orologio Cartier.

Icona di stile, che spesso venina fotografata in guanti candidi, sia nel suo lavoro di attrice, come nella sua vita ufficiale, era Grace Kelly.

Attrice prediletta da Alfred Hitchock, vestiva un tailleur e guanti bianchi, per sottolineare la sua eleganza, ma anche la sua bellezza misteriosa ed irraggiungibile.
 

Come non pensare al suo celebre vestito bianco e nero, indossato ne "La finestra sul cortile"?
Il famoso Paris Dress, disegnato da Edith Head era completato da un paio di guanti bianchi di seta fino al gomito, che ben accompagnavano la stola di chiffon bianca, adagiata sulle spalle marmoree.

Semplicità e bellezza, eleganza ed aristocrazia accompagnavano sempre Grace Kelly, icona della moda anni '50: gonna a corolla in stile New York, pantaloni a sigaretta e mocassini, il foulard, un filo di perle al collo, la Kelly bag di Hermes e immancabili i guanti.

giovedì 27 marzo 2014

Blue Plasma di Perricone MD

Per chi ha la pelle spessa, grassa o mista e sente l'esigenza di sentirla pulita, più sottile e compatta, consiglio il Blue Plasma di Perricone MD.

E' un peeling giornaliero, non acido, adatto alla mia pelle, che, pur essendo robusta, non sopporta l'azione aggressiva dell'acido glicolico.

Si applica la sera, su pelle appena detersa, non si risciacqua, ma su di esso si può mettere una crema idratante.
I risultati di una grana della pelle più compatta, luminosa e liscia, lentamente appariranno..
A me ha anche attenuato delle macchie sul collo, dovute a ripetute esposizioni solari.
Unico neo è che costa troppo, eccessivamente, come tutti i prodotti di questa linea.

lunedì 17 marzo 2014

Stile di donna

Oggi voglio presentare una favola scritta da una donna: Pinuccia Bottani.
E' una favola bella, sincera, con profonde verità.
Lo stile di una donna si vede anche in queste caratteristiche.


 

giovedì 6 marzo 2014

Stile da diva 1

Difficile da portare per la maggioranza delle donne, specialmente di tipo mediterraneo, ma senz'altro elegante ed incisivo, lo stile Greta Garbo.
 

Camicie e giacche maschili, morbidi pantaloni a gamba larga, grossi maglioni in cui raggomitolarsi, trench e cappotti di lana spessa, ecco una eleganza informale, spontanea,  incurante della propria perfezione.
 
 
Questi outfit rigorosi e maschili, adatti a tutte le circostanze del giorno, richiedono un fisico androgeno, con spalle larghe, seno e fianchi appena accennati.

I berretti fatti a cloche, i turbanti, con cui la divina Garbo si atteggiava nelle foto, non fanno che accrescere quell'aura misteriosa, sfuggente, che le aleggia attorno.

Ma sono portabili solo, da chi, come lei, possiede una fronte alta e un naso piccolo e dritto.
I suoi abiti di scena, lunghi, attillati, quasi guaine impeccabili e severe, non facevano che sottolineare il fascino dell'irraggiungibile, di chi ama farsi desiderare senza mai concedersi.

Greta Garbo è lo stile nordico, freddo, asettico, perfetto, adatto a ben poche donne, diametralmente l'opposto di quello di Coco Chanel.


lunedì 24 febbraio 2014

La Petite Veste Noire

La giacca più celebre del guardaroba femminile è senz'altro la Petite Veste Noire di Coco Chanel.

Con questa giacca nera di tweed Chanel rivoluzionò lo stile anni '50 e soddisfece le esigenze delle donne, che ormai volevano agire liberamente nella storia.

Allo stile ingessato e complicato del New Look di Christian Dior, Madmoiselle Coco rispose con un capo semplice, efficace e "democratico".
Il suo genio prese ispirazione da una giacca tirolese, una divisa dei camerieri di un centro termale del conte Hubert von Pantz a Salisburgo, dove essa era andata a rilassarsi.
Si trattava di una semplice e decorosa livrea senza revers, bordata di passamaneria, con quattro tasche frontali, due sul petto e due sui fianchi.
Nelle sue mani questa banale giacca divenne il capo, che le permise di vestire le donne, facendole sentire libere, comode, ma impeccabili.
Bastò apportare alcuni accorgimenti, tra i quali il più famoso fu la catenina, che profila i bordi interni, in modo da ottenere una perfetta caduta del capo.
 


Accorgimento, per altro, ben conosciuto da tutte le sartine di allora.
Ma questa giacchetta nera, che riuscì ad unire eleganza e praticità, piacque subito alle donne.

Richiestissima dall'aristocrazia e dalle principesse, oltre che dalle donne comuni, divenne una icona intramontabile.

Fatta, rifatta, ripresa fino ai giorni nostri in tutte le salse, rimane l'emblema della Maison Chanel.

Autorevole e frivola, elegante e informale, austera e mondana, ecco la doppia anima di un capo, che viene perennemente riproposto in tutte le stagioni.
Pur nei cambiamenti, la giacchetta nera rimane sempre se stessa, fedele a sé.
A questo simbolo di stile e costume di una società Karl Lagerfeld ha dedicato una mostra fotografica itinerante intitolata: The Little Black Jacket.
Questa mostra dopo essere stata a New York, Sidney, Tokyo, mosca, il 6 aprile 2013 è approdata a Milano.

domenica 16 febbraio 2014

Genie Vibrant Eyes Concealer

Quando ho poco tempo per il make-up, ma non voglio rinunciare al correttore, uso questa penna con pennellino.
Premendo il pulsante poche volte, esce sul pennellino una crema colorata, dalla tessitura morbida, ma non spessa, pronta per stenderla colle dita sulle occhiaie e sulle imperfezioni del viso.
Grazie ai pigmenti riflettenti, oltre a camuffare, dona luce ed attenua le linee della stanchezza.
Lo uso anche attorno alle labbra, per spianare le rughette ed enfatizzarne il contorno e sulle linee naso-labiali o sulla fronte.
Dura per ore, senza seccarsi.
Mi piace il suo effetto naturale e la praticità della sua confezione.