giovedì 3 ottobre 2013

Moda su QVC o moda QVC?

Da qualche anno si sta sviluppando una nuova moda tra gli italiani, o meglio tra le italiane: seguire soprattutto la sera, anche se le trasmissioni avvengono tutto il giorno, il canale dello shopping televenduto QVC.

QVC
E' un fenomeno che si sta estendendo a macchia d'olio.
Per molte è diventata un'abitudine irrinunciabile, seguire la voce, ormai familiare, delle presenter che, come sirene ammaliatrici, cantano una dolce ninna nanna la sera, o rendono meno duro e noioso lo svolgimento delle faccende domestiche.
Vera CastagnaSara Celeste


Mi piacerebbe intervistare alcune seguaci di QVC, per conoscere la loro opinione.
Ma basta partecipare al blog di QVC su Facebook, per conoscere e fare amicizia con i membri di questo esercito: le fans di QVC.
Cosa offre in vendita questa azienda di origine americana tramite show, ciascuno dei quali dura un'ora?
Propone tutto ciò che può servire o piacere ad una donna nel suo quotidiano.
Qual è la sua abilità?
Fare apparire tutti questi oggetti, necessari, convenienti, belli e unici.
EasiYo Set yogurtiera con 2 sacchetti gusto naturale e fragola
SBC Kit burro corpo, esfoliante e gel doccia (3 pz)
Diamonique Anello stile principessa in argento 925 con simulante zaffiro
Qualsiasi sia l'opinione di ciascuna "qvicina", bisogna ammettere che da tre anni QVC si difende e sopravvive bene.

sabato 28 settembre 2013

Achat Premium Hotel Budapest

A metà maggio ho soggiornato a Budapest all'Achat Premium Hotel Budapest, quattro stelle, a 2,5 Km dal centro espositivo Hungexpo, a più di 100 euro a notte.
 
Poi ho scoperto che normalmente questo hotel offre stanze a 40-45 euro a notte.

Edificio scarno, all'interno design moderno e funzionale, camera piccola e mansardata, bagno piccolo con phon di scarsa resa, buona la qualità e quantità di asciugamani, letto confortevole e ben arredato.

 
 
 
Menù disponibili ungherese e internazionale, quest'ultimo a prezzi più alti.
Stranamente mi dissero che il menù ungherese era terminato e dovevo scegliere un piatto internazionale.
Sala da pranzo piccola, con tavoli troppo vicini, non divisa nettamente dalla zona bar.
Gli ospiti sono costretti a fare una sorta di gimkana tra i tavoli.
Cibo mediocre e, cosa grave, per la lontananza dell'hotel dal centro, ristorante chiuso la domenica sera.

Ciò mi ha costretto a spingermi in zona stadio, dove ho trovato delle improbabili focacce, che mi hanno costretto a spalancare le finestre della camera, per allontanare il loro odore.
Inoltre, nonostante le avessi solo assaggiate, mi hanno rovesciato lo stomaco per un'intera giornata.
Ancora oggi sento nausea al solo pensiero.
Non so come gli Ungheresi possano mangiare simili cose disgustose.
Anche della colazione, servita nella sala da pranzo, ricordo dei dolcetti troppo unti e indigesti.

Se unisco il soggiorno in questo hotel al viaggio in aereo colla Ryanair e l'attesa all'aeroporto di Bergamo, ho gli incubi ancora oggi.

sabato 21 settembre 2013

Best Western Grand Hotel Guinigi Lucca

Agli inizi di maggio sono andata al Best Western Grand Hotel Guinigi 4 stelle di Lucca, al costo di 104 euro la notte, inclusa la colazione, in camera matrimoniale.
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Bella e imponente l'entrata con la relativa hall, elegante nelle sue colonne, anche se l'arredamento è un po' datato.
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Peccato per il personale, che accoglieva tra il freddo e il seccato.
Inoltre ho dovuto pagare 10 euro per la permanenza del mio cagnolino.
La camera era spaziosa, confortevole il letto, dotato di morbido piumino, spazioso il bagno, buona la pulizia nel complesso.
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La colazione viene servita in un ambiente ampio, ma essendo al piano sotterraneo, mi è sembrato oscuro.
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Inoltre mi è parsa dispersiva la maniera di esporre le portate per la colazione.
Per altro si trattava di colazione europea di buona qualità, carente però di succhi e contenitori di latte e caffè.
Più che succhi concentrati da diluire nell'acqua, mi sarebbe piaciuto trovare spremute fresche, magari da preparare al momento. 

mercoledì 11 settembre 2013

Giudizio utile su qualche hotel - Holiday Inn Cagliari

 

Mi sembra di fare cosa utile descrivere e dare dei giudizi sugli hotel, in cui sono stata ospite in questo ultimo anno.

Premetto che non vado quasi mai in hotel per vacanza, quindi le mie scelte sono sempre funzionali alla praticità e comodità, di chi il giorno dopo deve svolgere attività impegnative.
In genere mi appoggio nelle mie scelte, come ormai tantissimi utenti, a siti come Booking.com o Trivago, che presentano ampie possibilità di categorie ed offerte comparative, foto, descrizioni e giudizi valutativi sugli hotel di tutto il mondo.

Personalmente tengo in considerazione, oltre l'ubicazione, la categoria ed il prezzo, anche le foto, meglio se numerose, e il giudizio che lasciano gli ospiti precedenti.


All'inizio di aprile mi sono recata a Cagliari, scegliendo una camera singola all'Holiday Inn 4 stelle, al prezzo di 45 euro a notte, colazione esclusa, disponibile al prezzo di 10 euro.
Questo hotel dista dall'aeroporto e dal centro della città, per cui, in caso non si abbia con sé l'autovettura, è bene noleggiarla.
L'hotel non possiede navetta, e, a quanto ho visto, rimane abbastanza lontano da qualsiasi negozio o centro commerciale.
Si tratta di un edificio moderno, di recente costruzione, funzionale, in stile Holiday Inn.

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La camera singola, con mobili lineari in compensato marrone, era stretta, e magari non spolverata il giorno stesso.
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Buona la disponibilità di asciugamani in un bagno sufficientemente pulito e spazioso.
Negativo l'asciugacapelli senza beccuccio, scomodo per un utente femminile.
Inoltre mi è stato impossibile attivare il mio phon, a causa del differente voltaggio della presa del bagno.
La colazione, servita in una graziosa sala su una piccola piscina con solarium, era la classica colazione all'europea, che soddisfa dal salato al dolce, con succhi disponibili, curata nella varietà e nella comodità di servizio.
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Il personale è stato gentile e disponibile.
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Il periodo ovviamente non era di alta frequentazione.
Una brutta sorpresa ad un mio amico: si è trovato, all'arrivo in hotel, inspiegabilmente, due camere prenotate.
Ovviamente ha dovuto pagare due camere, che gli sono rimaste disponibili per tutta la durata del soggiorno.
Nessun supplemento è stato chiesto per il soggiorno del mio piccolo cane.

domenica 1 settembre 2013

La storia del bikini 2 parte.

Il bikini moderno venne ideato a Parigi dall'ingegner Louis Reard, per sollevare il morale agli Europei, provati dalle ultime vicende della Seconda Guerra Mondiale.
Egli lo chiamò Bikini come l'atollo Bikini delle Isole Marshall, dove gli Stati Uniti stavano facendo test nucleari, perché riteneva, che questo indumento avrebbe avuto effetti esplosivi e dirompenti.
Ma già due mesi prima Jacques Heim aveva ideato l'Atome, chiamato così, perchè era il costume da bagno più piccolo del mondo.

Reard ridusse ancora di più l'Atome, ma non trovò inizialmente una modella che lo indossasse.
Finì per ingaggiare come modella Micheline Bernardini, spogliarellista del Casino de Paris.

 
Le prime donne ad indossare il bikini, volenti o nolenti, furono le attrici hollywoodiane.

 
Negli anni 50 l'ex campionessa di nuoto Ester Williams si rifiutava di indossarlo nei film, fino a che fu costretta dai produttori hollywoodiani per contratto.

Bikini Day 2013 storia del bikini costume due pezzi
 
Le donne normali per molto tempo rifiutarono di mettere il bikini, perchè ritenuto un affronto al
pubblico pudore.
In Italia il bikini venne reso accettabile socialmente da Sofia Loren, che nel 1950 vinse il titolo di Miss Eleganza con due pezzi di raso.

Bikini Day 2013 storia del bikini costume due pezzi
 
Mentre Brigitte Bardot, nel mezzo degli anna cinquanta, lo lanciò sulle spiagge di Saint Tropez e Marilyn Monroe nel 1953 lo indossò per la prima volta nel film Niagara.

It was Brigitte Bardot who exploded the bikini to a dribbling world populace in 1958. This is one of the earliest bikini shots
 
Sam Lévin, Brigitte Bardot, 1956

Il bikini venne nobilitato poi da Margaret d'Inghilterra, che si fece fotografare con questo succinto costume, mentre scendeva dallo yacht dell'Aga Khan a Porto Cervo.

Uno dei bikini più famosi rimase quello della statuaria Unsula Andress in Agente 007- Licenza di uccidere.

 
Quanto più il bikini venne accettato socialmente, tanto più si ridusse.
Lo slip arrivò a diventare in alcuni modelli il tanga brasiliano.

perizoma tanga brasiliano
 
In molte spiagge, come sulla Costa Azzurra francese, lo slip si arricchisce, simulando un grazioso tutù, mentre il reggiseno sparisce completamente, trasformandosi in monochini.

This photo of Brigitte Bardot (photographer unknown) from the March 1958 cover of Playboy almost quadrupled its high estimate of $6,000 when it sold for $23,750 including buyer's premium.
 
Oggi la tendenza è di tornare a forme più proporzionate ed armoniche che, pur non celando centimetri di pelle al sole, non fanno perdere eleganza e decenza al bikini.   

sabato 24 agosto 2013

La storia del bikini 1 parte.

Sembra che mettersi il bikini da parte della donna, sia un'abitudine recente.
Soltanto nell'ottocento si cominciarono ad apprezzare le vacanze sulle riviere e il respirare l'aria di mare.Gli antichi romani consideravano l'aria di mare non salubre.
A poco a poco oltre ai litorali del Nord Europa, anche quelli italiani si colonizzarono di stabilimenti balneari, ristoranti e rifugi, per assecondare questa nuova tendenza.

 
I gitanti comunque si facevano lambire dall'acqua completamente vestiti e si proteggevano al sole.

 
La pelle candida era considerata uno status symbol e differenziava dai contadini colla pelle abbronzata.

 
Maria Carolina di Berry, moglie di Carlo Ferdinando di Borbone, fece quasi scandalo, essendo entrata in mare, sia pur con un abito di lana pesante, calze e stivaletti di vernice.
Ma il " due pezzi" o bikini, che dir si voglia, non è una invenzione recente, essendo già usata fin dal 1400 a.c. da Greci e Latini.
Nello splendido mosaico della Villa del Casale in provincia di Enna dieci ragazze
fanno attività ginnica in bikini, mostrando i loro corpi assolutamente armoniosi ed eleganti.

File:Roman bikini 1.jpg
 
In una scultura di Pompei una magnifica Afrodite si slaccia un sandalo, mentre indossa un bikini dorato da dea.

Ciò fa pensare, che in queste raffinate culture il bikini venisse usato abitualmente al ginnasio o per celebrare riti religiosi.
File:Roman bikini 3.jpg

giovedì 1 agosto 2013

Il loft dei miei sogni.

Avere un loft a Manhattan, è un sogno che probabilmente non realizzerò mai.
Eppure è talmente bello immaginarlo!

 


Il mio loft lo vorrei agli ultimi piani di un edificio nell' Upper West Side, col portone di accesso principale in una di quelle immense vie piene di negozi e di gente indaffarata, dove il business non dorme mai.


Mi piacerebbe che si affacciasse su Central Park tramite ampie vetrate e che all'ultimo piano, tramite una scala rivestita di lucido mogano, si accedesse ad un giardino pensile, una sorta di piccola oasi verde, dove allestire un solarium e un barbecue con tavolo, sedie e sdraio in stile coloniale, per splendidi party con amici.
Smart-Use-of-Space
L'ingresso del loft con parquet di mogano e pareti bianche, dovrebbe dare immediatamente l'idea della verticalità dell'ambiente e la sensazione di spazi ampi e ben vivibili.

Kitchen

Dovrebbe presentare un grande divano grigio ad angolo con davanti un grande e soffice tappeto bianco, qualche poltrona stile hi-tech, al soffitto un lampadario bianco sferoidale con elementi leggeri, simili a scaglie.
Sulle pareti vorrei uno o due quadri di De Chirico.
Scendendo appena due o tre gradini, mi piacerebbe che si aprisse un confortevole angolo cottura, con tutti gli elettrodomestici ad incasso e gli scaffali bianchi, essenziali, netti, su uno sfondo di piastrelle azzurre ed una penisola di appoggio bianca, ben illuminata da faretti e da un'ampia finestra sul verde di Central Park.

White-Kitchen2

Il bagno dovrebbe essere ricavato nel sottoscala, anch'esso essenziale, ma impreziosito da marmi con venature azzurre e grigie, con doccia munita di idromassaggio e faretti per cromoterapia.

Bathroom-

Esso sarebbe diviso dal vano armadio da una porta a specchio.
Ricaverei un altro vano armadio al piano superiore, perché mi piace poter riporre ordinatamente vestiti, scarpe ed effetti personali.

Bedroom-

Il sottoscala, che porta al piano del giardino, potrebbe contenere scaffali per libri e cassetti.
Il letto a soppalco, sempre in mogano, dovrebbe potersi sollevare, per contenere e nascondere dentro biancheria e coperte, mentre sulle pareti vorrei qualche poster dei miei cani.

Space-And-Closet

In questo vano la luce sarebbe garantita dall'ampia porta a vetro, che conduce al giardino, vero punto forte del loft.

Bed-Near-Staircase

Ecco il mio micro-loft, essenziale, funzionale, confortevole, centrale, allegro e solare, ma veramente elegante.