La “minigonna” è un argomento meno banale di quanto sembri.
Essa attraversa buona parte della storia del costume femminile e il suo affermarsi e la sua evoluzione rappresentano, per sommi capi, l’evoluzione e la presa di coscienza della donna, del suo ruolo in società e dei suoi diritti.
A partire dalla fine del XIX secolo i primi movimenti femministi ritenevano le gonne di allora troppo pesanti ed ingombranti.
La femminista francese Hubertine Auclert creò la Lega per le gonne corte a favore di un abbigliamento femminile più comodo.
Durante la prima guerra mondiale le donne, che dovevano lavorare in fabbrica al posto dei mariti al fronte, cominciarono ad indossare pantaloni e gonne più corte e pratiche.
Negli anni venti, a causa di alcune gonne, che cominciavano a mostrare le ginocchia, negli Stati Uniti vennero varate leggi per regolare la lunghezza minima della gonna.
Nel dopoguerra la stilista Coco Chanel abbandonò l’uso del corsetto e ridusse la gonna fin sotto il ginocchio, impiegando anche il tessuto jersey, fino allora appannaggio delle classi più proletarie.
Progetti questi che, oltre a permettere una vestibilità più comoda, permisero una diffusione commerciale più facile e la nascita del pret-à-porter.
La risposta da parte delle donne, sia pur in eventi eccezionali, non si fece attendere.
Durante i Giochi delle VII Olimpiadi del 1920 la tennista francese Suzanne Lenglen indossò una gonna fino al ginocchio, ideata dallo stilista Jean Patou.
Nei II Giochi Olimpici invernali del 1928 la pattinatrice norvegese Sonja Henie, per prima in quello sport, indossò una gonna corta, che le permetteva di muoversi più agevolmente.
Il mondo dello spettacolo non rimase indietro, e Josephine Baker si esibì con un corto gonnellino fatto da un casco di banane, mentre Marilyn Monroe e Ava Gardner apparvero in gonnellini ridotti.
Gli anni quaranta furono segnati da un ritorno a gonne più lunghe, con ampio uso di tessuto, come dimostra la moda del dopoguerra di stilisti come Christian Dior.
domenica 30 giugno 2013
venerdì 21 giugno 2013
Alchimia Natura Cosmetici Bio-Ecologici
Per chi ama il bio a tutto tondo, oggi voglio parlarvi di una piccola azienda artigianale modenese, che cura la propria produzione di cosmetici dalla coltivazione delle materie prime, alla lavorazione, fino alla commercializzazione dei prodotti.
Questa azienda, che si chiama Alchimia Natura, mi ha gentilmente inviato tre tester, al fine di esprimere le mie impressioni.
Documentandomi sulla suddetta azienda, ho letto che i titolari sono due persone giovani, laureati nel settore della Chimica e Farmacia, con esperienza lavorativa consolidata nel settore della cosmesi e della erboristeria.
Quello che mi ha subito colpito, è che loro stessi coltivano le piante officinali secondo i principi della biodinamica, nel pieno rispetto delle stesse piante e dell’ambiente.
Non utilizzano prodotti di derivazione petrolifera, siliconi, conservanti aggressivi o coloranti nei loro cosmetici.
Cosa importantissima per me, Alchimia Natura aderisce allo standard Cruelty-Free di Vivo.
Sono comunque prodotti con una alta concentrazione di principi attivi, e quindi dovrebbero essere efficaci e utilizzabili in piccole quantità.
Mi sembra anche che l’impegno e la passione dei titolari nel loro lavoro, sia confermata dalle conferenze, convegni e da tutte le attività correlate da loro promosse, per coinvolgere addetti ai lavori e non.
Venendo al particolare dei tester da me inviati dalla ditta Alchimia Natura, oggi ho fatto la doccia, usando Montezuma Bagnodoccia al cioccolato e scorzetta d’arancio.
Premetto che ero un po’ titubante ad usare un bagnodoccia al cioccolato, dal momento che io non sono ghiotta di cioccolato e precedentemente cosmetici al cioccolato non mi erano piaciuti.
Questo bagnoschiuma, emulsionato coll’acqua, ha sprigionato una schiuma soffice, che si è ben distribuita sul corpo.
Il profumo mi è parso delicato.
All’inizio ho sentito un leggero aroma di cacao e dopo quello agrumato dell’arancio, in una conseguenza ben equilibrata.
Dopo la doccia, la pelle mi risultava morbida.
Ho poi applicato sul corpo, ancora umido, la crema Mediterranea Nutriente.
Al tatto è una crema consistente, ma una volta stesa, si assorbe facilmente.
La prima impressione è quella di stendersi sulla pelle un concentrato di natura, una spremuta di piante officinali.
Penso sia una crema molto utile per dare sollievo ad una pelle arida.
Dato che la pelle del mio viso mal sopporta le creme, ho testato la Crema Viso alla Vitamina C Antiossidante sul collo.
Anche questa è una crema corposa, ma di facile stesura.
Dato che ho sul collo zone iperpigmentate con sotto capillari in evidenza, continuerò ad applicarla, per vedere come funziona in una situazione particolarmente difficile.
Spero mi attenui le macchie e calmi le infiammazioni.
Questa azienda, che si chiama Alchimia Natura, mi ha gentilmente inviato tre tester, al fine di esprimere le mie impressioni.
Documentandomi sulla suddetta azienda, ho letto che i titolari sono due persone giovani, laureati nel settore della Chimica e Farmacia, con esperienza lavorativa consolidata nel settore della cosmesi e della erboristeria.
Quello che mi ha subito colpito, è che loro stessi coltivano le piante officinali secondo i principi della biodinamica, nel pieno rispetto delle stesse piante e dell’ambiente.
Non utilizzano prodotti di derivazione petrolifera, siliconi, conservanti aggressivi o coloranti nei loro cosmetici.
Cosa importantissima per me, Alchimia Natura aderisce allo standard Cruelty-Free di Vivo.
Sono comunque prodotti con una alta concentrazione di principi attivi, e quindi dovrebbero essere efficaci e utilizzabili in piccole quantità.
Mi sembra anche che l’impegno e la passione dei titolari nel loro lavoro, sia confermata dalle conferenze, convegni e da tutte le attività correlate da loro promosse, per coinvolgere addetti ai lavori e non.
Venendo al particolare dei tester da me inviati dalla ditta Alchimia Natura, oggi ho fatto la doccia, usando Montezuma Bagnodoccia al cioccolato e scorzetta d’arancio.
Premetto che ero un po’ titubante ad usare un bagnodoccia al cioccolato, dal momento che io non sono ghiotta di cioccolato e precedentemente cosmetici al cioccolato non mi erano piaciuti.
Questo bagnoschiuma, emulsionato coll’acqua, ha sprigionato una schiuma soffice, che si è ben distribuita sul corpo.
Il profumo mi è parso delicato.
All’inizio ho sentito un leggero aroma di cacao e dopo quello agrumato dell’arancio, in una conseguenza ben equilibrata.
Dopo la doccia, la pelle mi risultava morbida.
Ho poi applicato sul corpo, ancora umido, la crema Mediterranea Nutriente.
Al tatto è una crema consistente, ma una volta stesa, si assorbe facilmente.
La prima impressione è quella di stendersi sulla pelle un concentrato di natura, una spremuta di piante officinali.
Penso sia una crema molto utile per dare sollievo ad una pelle arida.
Dato che la pelle del mio viso mal sopporta le creme, ho testato la Crema Viso alla Vitamina C Antiossidante sul collo.
Anche questa è una crema corposa, ma di facile stesura.
Dato che ho sul collo zone iperpigmentate con sotto capillari in evidenza, continuerò ad applicarla, per vedere come funziona in una situazione particolarmente difficile.
Spero mi attenui le macchie e calmi le infiammazioni.
venerdì 19 aprile 2013
A confronto due mascara: Revitalash e Mally
Ambedue questi mascara danno ottime prestazioni.
Vestono bene le ciglia, senza appesantirle.
Dalla stesura facile, separano bene le ciglia, le allungano e le fanno sembrare più folte.
Il mascara di Mally dà un ottimo risultato con poche passate e dura tutto il giorno.
Il mascara Revitalash ha bisogno di qualche passata in più, per dare un ottimo effetto, ma incurva le ciglia di più di quello di Mally, specialmente se lo si usa dopo il primer per ciglia dello stesso brand.
Il mascara Revitalash dà un aspetto più teatrale alle ciglia e serve meglio se vogliamo l’effetto dell’occhio da cerbiatta.
Ambedue sono sopportabili tutto il giorno anche da occhi sensibili.
Non sono waterproof e si tolgono facilmente con una buona lozione struccante per occhi.
mercoledì 27 marzo 2013
Il foulard di Hermes
Simbolo di classe ed eleganza, indossato da indiscusse icone della moda, da Grace Kelly a Jacqueline Kennedy Onassis, tutte le donne desiderano possedere nel proprio cassetto almeno un foulard Hermes.
Annodato al collo, alla vita o alla borsa, è un accessorio di moda che rasenta l’opera d’arte, tanto che a Varese, a Villa Panza, ne è stata allestita una mostra.
Ma rimane un lusso privato, poter accarezzare il proprio carré di Hermes e goderne della sua luminosità, che nessun altro foulard al mondo è in grado di dare.
90 centimetri per 90, è un quadrato perfetto, che richiede dai due ai tre anni di lavorazione su chilometri di seta purissima.
Ad oggi i disegni dei carré sono ben 950, ogni collezione comprende almeno 15 disegni, e ciascun disegno è presente in 10-15 variazioni cromatiche differenti.
Il primo esemplare nacque nel 1937 a Lione, da sempre la patria della lavorazione della seta ed ebbe l’appellativo di “Jeu des omnibus et des dames blanches”.
Non fu esattamente un successo e l’irrompere della Seconda Guerra Mondiale non permise di replicare.
Sarà nel 1948, quando, grazie all’opera di Emile Hermes e di Marcel Gandit, un abile tessitore lionese, il carré entrerà a buon diritto nel prestigioso mondo di Hermes.
La tecnica di realizzazione del foulard Hermes è rimasta a tutt’oggi la stessa.
Il disegnatore presenta al Direttore Artistico della maison il tema, nel giro di sei mesi un anno si arriverà al disegno definitivo.
Lo stampatore appoggia anche 40 quadri su un rotolo di seta fissato ad un tavolo di oltre 100 metri, in maniera che il colore possa essere totalmente assorbito dal tessuto.
Il tessuto viene poi asciugato, fissato ed apprettato.
Infine viene fatta l’orlatura, arrotolando il bordo del carré e cucendolo a mano.
A questo punto il carré è pronto per essere avvolto nella carta velina e riposto all’interno della mitica scatola color arancione, oggetto culto del desiderio femminile.
Annodato al collo, alla vita o alla borsa, è un accessorio di moda che rasenta l’opera d’arte, tanto che a Varese, a Villa Panza, ne è stata allestita una mostra.
Ma rimane un lusso privato, poter accarezzare il proprio carré di Hermes e goderne della sua luminosità, che nessun altro foulard al mondo è in grado di dare.
90 centimetri per 90, è un quadrato perfetto, che richiede dai due ai tre anni di lavorazione su chilometri di seta purissima.
Ad oggi i disegni dei carré sono ben 950, ogni collezione comprende almeno 15 disegni, e ciascun disegno è presente in 10-15 variazioni cromatiche differenti.
Il primo esemplare nacque nel 1937 a Lione, da sempre la patria della lavorazione della seta ed ebbe l’appellativo di “Jeu des omnibus et des dames blanches”.
Non fu esattamente un successo e l’irrompere della Seconda Guerra Mondiale non permise di replicare.
Sarà nel 1948, quando, grazie all’opera di Emile Hermes e di Marcel Gandit, un abile tessitore lionese, il carré entrerà a buon diritto nel prestigioso mondo di Hermes.
La tecnica di realizzazione del foulard Hermes è rimasta a tutt’oggi la stessa.
Il disegnatore presenta al Direttore Artistico della maison il tema, nel giro di sei mesi un anno si arriverà al disegno definitivo.
Lo stampatore appoggia anche 40 quadri su un rotolo di seta fissato ad un tavolo di oltre 100 metri, in maniera che il colore possa essere totalmente assorbito dal tessuto.
Il tessuto viene poi asciugato, fissato ed apprettato.
Infine viene fatta l’orlatura, arrotolando il bordo del carré e cucendolo a mano.
A questo punto il carré è pronto per essere avvolto nella carta velina e riposto all’interno della mitica scatola color arancione, oggetto culto del desiderio femminile.
martedì 12 marzo 2013
...and the winners are...
Innanzitutto, grazie a tutte per le numerose partecipazioni!
Le fortunate (e attente lettrici!) che riceveranno i campioncini sono:
Maura, che ci scrive da Genova
Francesca, da Roma
Serena, da Nuoro
Di seguito, le risposte esatte:
1) Alla propria abitazione.
2) I blush di Nars
3) Col toffee dorato di bareMinerals
4) Maria Carmela Trovato
5) Il balsamo per labbra Carmex
I campioncini sono già in viaggio, aspettiamo i vostri pareri sui prodotti!!
Le fortunate (e attente lettrici!) che riceveranno i campioncini sono:
Maura, che ci scrive da Genova
Francesca, da Roma
Serena, da Nuoro
Di seguito, le risposte esatte:
1) Alla propria abitazione.
2) I blush di Nars
3) Col toffee dorato di bareMinerals
4) Maria Carmela Trovato
5) Il balsamo per labbra Carmex
I campioncini sono già in viaggio, aspettiamo i vostri pareri sui prodotti!!
giovedì 21 febbraio 2013
CONTEST!!!
In occasione dell'anniversario della pubblicazione del primo articolo sul blog, abbiamo deciso di organizzare un contest per premiare le nostre più affezionate lettrici e ringraziarle delle tante visite ricevute.
Tra coloro che risponderanno esattamente alle seguenti domande ispirate agli articoli pubblicati qui ma anche su sul precedente Beauty Blog estrarremo tre nominativi a cui spediremo i campioncini di prodotti cosmetici rappresentati in foto.
1) La borsa: a cosa può corrispondere nell’immaginario femminile?
2) Quali sono, secondo il punto di vista dell’autore, i blush più glamour?
3) Voglia d’estate, scaldiamoci lo sguardo con del toffee dorato: quale?
4) Un’amica mi è venuta in aiuto e ha scritto un articolo: chi?
5) Ho l’arsura sulle labbra: cosa posso usare?
Mandate le vostre risposte a questa mail, avete tempo fino al 07 marzo!!!
Buon divertimento :)
Tra coloro che risponderanno esattamente alle seguenti domande ispirate agli articoli pubblicati qui ma anche su sul precedente Beauty Blog estrarremo tre nominativi a cui spediremo i campioncini di prodotti cosmetici rappresentati in foto.
1) La borsa: a cosa può corrispondere nell’immaginario femminile?
2) Quali sono, secondo il punto di vista dell’autore, i blush più glamour?
3) Voglia d’estate, scaldiamoci lo sguardo con del toffee dorato: quale?
4) Un’amica mi è venuta in aiuto e ha scritto un articolo: chi?
5) Ho l’arsura sulle labbra: cosa posso usare?
Mandate le vostre risposte a questa mail, avete tempo fino al 07 marzo!!!
Buon divertimento :)
lunedì 18 febbraio 2013
Prendersi cura dei piedi
Anche se il momento di indossare i sandali e di laccare le nostre unghie dei piedi con sfavillanti smalti è ancora lontano, bisogna che ci prendiamo cura delle nostre preziose estremità.
Tutto il giorno costrette in pesanti calzature, sottoposte all’attrito delle calze, i nostri poveri piedi si inaridiscono, si infiammano, la loro pelle si ispessisce.
E’ utile ogni tanto fare una seduta di pedicure, e almeno una volta la settimana uno scrub, idratare la pelle tutti i giorni al fine di mantenerla morbida ed elastica il più possibile.
Di tutti i prodotti per pedicure testati, i migliori mi sembrano quelli di Margaret Dabbs.
Margaret Dabbs è una podologa, molto stimata nel Regno Unito, tanto da essere soprannominata “queen of feet”.
Le sue clinics and nail spa sono apprezzate da celebrities e no.
Le sue spa sono dislocate in mega store a Londra, come il raffinato Liberty.
Coi suoi trattamenti Margaret Dabbs vuole garantire piedi esteticamente belli e sani.
Per questo, nei suoi centri, oltre ad una accurata pedicure, non mancano agopuntura, massaggi, riflessologia plantare, trattamenti con oli essenziali, e l’ormai famoso fish pedicure.
Quest’ultimo peeling cosmetico naturale viene fatto immergendo i piedi in una vasca, dove nuotano dei piccoli pesci grigi, originari del Mar Morto “il pesce dottore”, che si nutrono voracemente delle cellule epiteliali morte, mentre scartano la pelle viva.
Inoltre producono un enzima, che ha un effetto rivitalizzante sulla pelle nuova.
L’ingrediente chiave dei prodotti di Margaret Dabbs è l’australiano Olio di Emu, un olio poco conosciuto ma con un vasto spettro di applicazioni: anti-infiammatorio, anti-batterico, anti-fungino, cicatrizzante, trattamento per piccoli ustioni, idratante cutaneo, ipoallergenico, contrasta la caduta dei capelli, utilizzabile come filtro solare e ricco di acidi grassi Omega-3/6/9.
E’ ricco di vitamine naturali, in particolare la vitamina A, di minerali, acidi grassi, lecitina e antiossidanti naturali.
In campo cosmetico è un potente idratante non-comedogenico ed un anti-rughe estremamente efficace.
Io uso la lozione idratante intensiva piedi, perché si assorbe immediatamente, ma lascia la pelle morbida e ha un buon profumo delicato di essenze.
In caso di particolare secchezza della pelle, uso l’olio intensivo, che è in grado di lenire le screpolature e le unghie disidratate.
Tutto il giorno costrette in pesanti calzature, sottoposte all’attrito delle calze, i nostri poveri piedi si inaridiscono, si infiammano, la loro pelle si ispessisce.
E’ utile ogni tanto fare una seduta di pedicure, e almeno una volta la settimana uno scrub, idratare la pelle tutti i giorni al fine di mantenerla morbida ed elastica il più possibile.
Di tutti i prodotti per pedicure testati, i migliori mi sembrano quelli di Margaret Dabbs.
Margaret Dabbs è una podologa, molto stimata nel Regno Unito, tanto da essere soprannominata “queen of feet”.
Le sue clinics and nail spa sono apprezzate da celebrities e no.
Le sue spa sono dislocate in mega store a Londra, come il raffinato Liberty.
Coi suoi trattamenti Margaret Dabbs vuole garantire piedi esteticamente belli e sani.
Per questo, nei suoi centri, oltre ad una accurata pedicure, non mancano agopuntura, massaggi, riflessologia plantare, trattamenti con oli essenziali, e l’ormai famoso fish pedicure.
Quest’ultimo peeling cosmetico naturale viene fatto immergendo i piedi in una vasca, dove nuotano dei piccoli pesci grigi, originari del Mar Morto “il pesce dottore”, che si nutrono voracemente delle cellule epiteliali morte, mentre scartano la pelle viva.
Inoltre producono un enzima, che ha un effetto rivitalizzante sulla pelle nuova.
L’ingrediente chiave dei prodotti di Margaret Dabbs è l’australiano Olio di Emu, un olio poco conosciuto ma con un vasto spettro di applicazioni: anti-infiammatorio, anti-batterico, anti-fungino, cicatrizzante, trattamento per piccoli ustioni, idratante cutaneo, ipoallergenico, contrasta la caduta dei capelli, utilizzabile come filtro solare e ricco di acidi grassi Omega-3/6/9.
E’ ricco di vitamine naturali, in particolare la vitamina A, di minerali, acidi grassi, lecitina e antiossidanti naturali.
In campo cosmetico è un potente idratante non-comedogenico ed un anti-rughe estremamente efficace.
Io uso la lozione idratante intensiva piedi, perché si assorbe immediatamente, ma lascia la pelle morbida e ha un buon profumo delicato di essenze.
In caso di particolare secchezza della pelle, uso l’olio intensivo, che è in grado di lenire le screpolature e le unghie disidratate.
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